Organizzare un viaggio in Islanda richiede più di una semplice prenotazione del volo. La natura, con la sua forza e imprevedibilità, qui la fa da padrona. Le condizioni meteo cambiano in fretta, le distanze tra le destinazioni sono spesso importanti e in molte aree i servizi sono limitati. Ogni decisione va ponderata, evitando errori che possono costare cari. Cascate imponenti, vulcani attivi e ghiacciai maestosi: ecco il volto reale di questa terra, che lascia un segno profondo a chi la visita.
Per affrontare questo viaggio con la giusta preparazione, serve sapere quando partire, come muoversi e cosa prevedere per gestire ogni tappa senza intoppi. Qui si trovano consigli pratici per chi vuole muoversi in autonomia, lasciando da parte le difficoltà più comuni. L’obiettivo? Godersi la strada, dalla guida all’esplorazione, fino allo stupore per panorami in continuo cambiamento — un aspetto che, diciamo, si nota meno nelle mete più affollate.
Come muoversi dall’Italia all’Islanda e raggiungere Reykjavik
L’aereo resta la via più diretta e comoda per arrivare in Islanda dall’Italia, con l’atterraggio all’aeroporto internazionale di Keflavík, a circa 50 chilometri da Reykjavík. Negli ultimi anni i voli diretti sono aumentati, soprattutto dagli scali più grandi, come Milano o Roma, grazie a diverse compagnie che offrono collegamenti regolari di quattro-cinque ore. Per risparmiare, alcuni scelgono opzioni con scalo in aeroporti europei; in questi casi però, meglio prevedere almeno due ore di attesa tra un volo e l’altro, così da evitare problemi con i bagagli.

Va detto che le autorità islandesi se la cavano bene nel ritrovare bagagli smarriti, anche quando la situazione si complica. Però, portare solo bagaglio a mano si rivela una scelta pratica, che facilita gli spostamenti e taglia le attese inutili.
Dall’aeroporto di Keflavík verso il centro di Reykjavík si può optare per due soluzioni principali: il bus pubblico Straeto, economico (intorno ai 17 euro) e piuttosto affidabile, ma che impiega più tempo, oppure la Flybus, shuttle privato che collega direttamente aeroporto e hotel principali in meno di un’ora. Quest’ultimo servizio si prenota online e offre anche sconti per il ritorno, dettaglio non da poco.
Volendo guardare a fondo, la gestione dei trasporti in Islanda punta sulla praticità, ma occorre pianificare bene gli orari, specialmente in arrivo notturno o con scali. In più, gli orari possono variare e il meteo a volte fa saltare qualche volo.
Il periodo migliore per viaggiare e le condizioni da considerare
Quando andare? Dipende davvero da cosa si vuole vedere e fare. Contrariamente a quanto si pensa, le temperature lungo le coste non sono quasi mai glaciali, grazie al “giro di boa” dato dalla Corrente del Golfo. A Reykjavík e nel sud il freddo intenso è raro, mentre all’interno e a nord si toccano punte di –15 °C nei momenti più freddi.
Chi vuole girare l’isola con calma, in auto e approfittare di tante ore di luce, non sbaglia se sceglie i mesi da maggio a settembre. Però, in luglio e agosto, alta stagione, i prezzi di hotel e servizi schizzano e la folla si fa sentire. Meglio maggio o settembre per un clima amichevole e meno turismo.
L’aurora boreale? La finestra più valida è da ottobre a marzo, anche se settembre e aprile regalano spesso cieli limpidi, e con un po’ di fortuna si vedono le luci danzanti. Ma attenzione: il fenomeno non arriva mai garantito. Per aumentare le chance, conviene monitorare le previsioni e usare app specifiche. Il clima qua cambia all’improvviso, il sole può lasciare spazio a grandine o pioggia in pochi minuti, senza scordare venti forti che, diciamolo, possono farci dannare alla guida o per aprire la portiera dell’auto.
A questo punto, controllo meteo quotidiano imprescindibile. E poi, il bagaglio deve avere un po’ di tutto: capi tecnici, impermeabili per tenersi asciutti e scaldarsi, un dettaglio spesso trascurato da chi è abituato ai climi più… normali delle solite destinazioni europee.
Come spostarsi e gestire il viaggio interno
Muoversi in Islanda? La soluzione più pratica è noleggiare un’auto. Offre libertà totale lungo la Ring Road, la strada circolare n. 1, che è per la maggior parte asfaltata e ben tenuta. Peccato che nelle aree interne o nei fiordi il fondo diventi sterrato, accidentato, e richieda esperienza alla guida. Quasi sempre un 4×4 è d’obbligo, perfino d’estate, per affrontare con sicurezza i percorsi meno battuti e i capricci del meteo.
I prezzi per un 4×4 si aggirano tra 50 e 100 euro al giorno, senza considerare extra assicurativi. Prenotare in anticipo non è una scelta, ma una necessità, soprattutto in alta stagione, per evitare tariffe alle stelle o assenza di veicoli disponibili. Per il carburante il diesel resta una scelta più economica, anche se il prezzo, in Islanda, è decisamente alto rispetto al resto d’Europa.
Chi viaggia da solo o in coppia può affidarsi anche alla rete di autobus pubblici e privati, che arriva quasi ovunque. La frequenza, però, è limitata: in alcune zone passa solo una volta al giorno — un elemento da non sottovalutare quando si pianificano gli spostamenti. Conviene valutare i biglietti cumulativi se si prevede di muoversi spesso.
Attenzione alla sicurezza stradale: i limiti di velocità – rigorosamente controllati – vanno rispettati. Pecore che attraversano la carreggiata? All’ordine del giorno. I parcheggi sono quasi sempre a pagamento, senza barriere fisiche, ma con controllo elettronico, quindi bisogna leggere bene i cartelli se si vuole evitare multe salate.
Da non dimenticare la copertura assicurativa completa per l’auto: protegge da danni causati da grandine, problemi alle gomme e altri imprevisti climatici che, credetemi, succedono spesso. Senza precauzioni, il rischio? Spese forti e preoccupazioni inutili, che proprio non servono durante una vacanza.
