Lapponia svedese: un viaggio tra i paesaggi unici e la cultura del popolo Sami

Lapponia svedese: un viaggio tra i paesaggi unici e la cultura del popolo Sami

Franco Vallesi

Gennaio 29, 2026

Passare attraverso la Lapponia svedese in pieno inverno vuol dire entrare in un ambiente duro, dove il freddo tagliente e le notti lunghissime dominano oltre il 66° parallelo nord. Tra boschi coperti di neve e pianure ghiacciate, la sopravvivenza si gioca su dettagli minuti, come insegnano gli stessi animali che la abitano. Le renne, tanto per dire, hanno una pelliccia folta che funziona da isolante naturale, e quel muso particolare – capace di evitare il gelo sul respiro – è un vero e proprio regolatore di temperatura. In questa zona, che più o meno coincide con la contea di Norrbotten, convivono pure alci e altri selvatici, che si spostano tra foreste fitte e spazi aperti, talvolta fino ai margini delle strade.

Ma qui non si tratta solo di un paesaggio ghiacciato: è la terra natale del popolo Sami, che custodisce una tradizione millenaria, intrecciata a un rapporto stretto con la natura. Il loro territorio, noto come Sápmi, si estende tra Svezia, Norvegia, Finlandia e la parte russa. Le stagioni polari scandiscono i ritmi di vita Sami, con le mandrie di renne che si spostano tra le montagne e le pianure, affrontando condizioni spesso davvero dure.

La vita seminomade dei pastori di renne

Nel cuore di questa Lapponia, dedicarsi alla pastorizia delle renne è una sfida che si rinnova ogni giorno. Curioso, ma poco noto: la neve ben compatta è un requisito imprescindibile per i movimenti del gregge; se l’inverno è troppo mite, c’è il rischio di mettere in pericolo gli animali. I pastori seguono una tradizione antica di spostamenti stagionali, passando dalle montagne al confine con la Norvegia durante l’estate, per poi ridiscendere verso il livello del mare in inverno. Località come Sjulsmark, vicino al golfo di Botnia, sono così punti canonici di sosta.

Lapponia svedese: un viaggio tra i paesaggi unici e la cultura del popolo Sami
Lapponia svedese: un viaggio tra i paesaggi unici e la cultura del popolo Sami – scuoladitruccomodena.it

Non si parla di semplici terre fisse, nel senso convenzionale: le sameby – strutture sociali tradizionali Sami – sono sistemi condivisi di pascoli, legati a proprietà non materiali ma viventi, cioè le renne stesse. Ogni pastore conosce a fondo i propri animali, di cui si prende cura personalmente, nutrendoli con licheni raccolti nei dintorni – una risorsa preziosa, specie in inverno. Le serate fanno freddo, ma si scaldano dentro il lavvu, la tenda tradizionale, dove si mangia carne essiccata e si beve un caffè caldo; un modo di vivere apparentemente lento, ma incalzato da continue difficoltà. Senza dimenticare l’ostilità di predatori come lupi, linci e aquile, che complicano tutto.

Qualcosa però sta cambiando, e in fretta: il clima non ne vuole sapere di restare com’era. Le temperature più miti influiscono sul terreno ghiacciato che i pastori hanno sempre utilizzato, provocando danni all’ecosistema circostante. Se ci si affaccia al silenzio ovattato di foreste e laghi invernali, si scopre pure uno spettacolo naturale potente: l’aurora boreale. Non solo uno show di luci verdi, rosate e fluttuanti, ma un segnale quasi poetico della fragilità di questi scenari in trasformazione.

Tra igloo di vetro, cultura e sostenibilità

In questa remota regione, modi diversi di ‘vivere’ il freddo stanno prendendo piede, dove tradizione e tecnologia s’incontrano. Prendete ad esempio gli igloo di vetro riscaldati. Progettati per far sentire la presenza della natura senza rinunciare a un po’ di comodità, sorgono in posti isolati – spesso raggiungibili solo con motoslitte – lungo fiumi che d’inverno ghiacciano e d’estate diventano vie navigabili. Un’esperienza bella e immersiva, insomma.

Attorno al fuoco, su pelli di renna, si passa il tempo, si pesca attraverso una buca nel ghiaccio o si gode della sauna, momenti che trasformano il silenzio dei grandi spazi in pura introspezione. L’ispirazione di questi alloggi nasce da una guida esperta in sopravvivenza estrema, che ha fuso antiche tende con tecnologia moderna, dando vita a un soggiorno autentico, ma senza rinunce importanti.

Non lontano, a Harads, il Treehotel rappresenta un altro modo di abitare i boschi: case sugli alberi con design futuristico e sostenibile, e una sauna galleggiante sul fiume Lule, che danno senso a un equilibrio delicato tra architettura innovativa e rispetto per l’ambiente. Progetti così raccontano di un rapporto con la natura attento e responsabile, in un territorio che sostiene una varietà notevole di vita.

Contemporaneamente, la cultura Sami si esprime anche nelle città. A Jokkmokk, ogni anno si svolge un mercato artigianale che affonda radici antiche. Poi c’è il joik – quel canto tradizionale con tamburo – che continua a tener viva la memoria di una gente. Chi abita in città può trovarlo difficile da capire: eppure, la cultura Sami si rinnova, mescolando passato e futuro. Non è raro imbattersi in Sami che difendono l’uso della propria lingua anche nel digitale – segno che identità significa sapersi muovere tra più mondi, senza restare aggrappati al passato.

Vivere con il ghiaccio: attività e dialogo con l’ambiente

La natura artica della Lapponia svedese non sta lì solo a fare da sfondo, ma ospita attività molto radicate, spesso legate a condizioni climatiche uniche. Volendo, d’inverno si può attraversare porzioni di mare ghiacciato lungo strade che collegano isole e zone costiere. Un dettaglio non da poco: tecnici del posto monitorano il ghiaccio ogni giorno, misurandone con cura lo spessore. Quasi ovunque il manto può sorreggere veicoli fino a due tonnellate – roba che fuori dal Nord Europa si conosce poco.

La tradizione dello sleddog con cani da slitta e le motoslitte sono parte della vita quotidiana, portate avanti con grande rispetto per la natura. Il musher, cioè chi guida le slitte, ricorda continuamente il legame imprescindibile con l’ambiente e gli animali, soprattutto in condizioni di freddo e buio che qui durano a lungo. La conoscenza della natura, tramandata di generazione in generazione, resta la vera chiave per cavarsela.

Da non dimenticare poi la navigazione sul Mar Baltico: spesso servono rompighiaccio per tenere i canali aperti in inverno. Luleå ne è un esempio, con un equilibrio tra tecnologia avanzata e tradizione antica. La città ospita poli tecnologici all’avanguardia, eppure mantiene un forte legame con il paesaggio gelido, dove si organizzano attività particolari, come guidare su strade formate direttamente dal mare ghiacciato, per chilometri.

Così, la Lapponia svedese resta uno dei pochi angoli d’Europa dove la presenza umana si bilancia – quasi danzando – con la potenza della natura. Lo si vede nei movimenti degli animali, nelle case fra gli alberi, nel suono antico del joik, e nelle luci mutevoli dell’aurora boreale. Un territorio che racconta storie di resistenza, adattamento, e un rapporto uomo-ambiente che tiene banco anche nei tempi in cui il clima corre veloce.

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